a

Palabanda

Palabanda è nata a pochi passi dall’Orto Botanico di Cagliari e a due secoli esatti da quel famoso “anno dodici” che tanto ha segnato la coscienza di noi sardi: da qui il nostro nome, omaggio alla Rivolta di Palabanda, l’ultimo tentativo insurrezionale che, in nome degli ideali illuministi, intendeva restituire dignità al popolo sardo.

Un bronzetto nuragico, custodito nel museo archeologico di Cagliari, ha poi regalato “il volto” di Palabanda.

Si tratta di una statuetta che rappresenta un uccello, non è chiaro se un corvo o un falco, proveniente dal misterioso Santuario nuragico di Santa Vittoria situato nel Comune di Serri. Anche se la specie non è definita, sia il corvo che il falco simboleggiano l’abbondanza e l’augurio di una buona sorte.

Affidarci a un simbolo propiziatore, una sorta di talismano che proteggesse il nostro progetto, è sembrato fin da subito una scelta accorta.

L’uccello, nella descrizione di Giovanni Lilliu, è colto, dall’artista che l’ha prodotto, mentre “guarda, curioso e attento, in avanti” e l’osservazione, la curiosità e l’attenzione verso il futuro sono le caratteristiche imprescindibili di ogni impresa culturale e, in ogni caso, le nostre più evidenti peculiarità.

In questo senso Palabanda darà spazio anche a scrittori emergenti aiutandoli a trovare la loro voce e promuovendone le opere, tenendo conto della specificità di ciascuna.

Impegno e risorse saranno, concentrate nella scelta di autori e titoli da proporre anno per anno.